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Dammi solo un minuto e mezzo

Playlist: Latest post

Su suggerimento di Massimo Mantellini ho provato Muxtape, un servizio online che permette di compilare playlists e di mettere online le canzoni. Gli avevo obiettato che nella presente disponibilità infinita di musica e canzoni da sentire online non vedevo gran senso in altre liste, prive di qualsiasi interesse o spiegazione accessoria. A meno di non abbinare la lista di Muxtape al racconto delle canzoni e del motivo per cui stanno lì, come aviene dentro Playlist. Quindi.
Una playlist da un quarto d’ora: dodici canzoni bellissime sotto i novanta secondi.

Coco Rosie, Not for sale
Due sorelle americane, mezze Cherokee, trasferite a Parigi per questo disco e poi rientrate a Brooklyn: Bianca e Sierra Casady. Il disco lo fecero per scherzo, con strani suoni e nenie infantili, e diventò di culto: “You can leave me on the corner where you found me, I’m not for sale anymore”. Finita.
Genesis, Guide Vocal
Un minuto e venti stupendi, scritti da Tony Banks.
 “Io sono quello che vi ha guidato fin qui: tutto quello che sapete e tutto quello che temete. Nessuno deve conoscere il mio nome, perché nessuno capirebbe: e voi uccidete quello di cui avete paura. Vi ho chiamato perché devo andare, adesso siete da soli, fino alla fine. C’era una scelta, ma ormai è perduta. Ve l’avevo detto che non avreste capito, prendete le vostre cose, e siate dannati”.
Il tema è ripreso con tutt’altro ritmo e arrangiamento (come altre melodie del disco) nella consuntiva “Duke’s travels”: gran parte del disco Duke è una specie di concept – con legami e relazioni interne – anche se il concetto non è chiarissimo.
Silent League, New Obsession
“When I listen to the radio…”. I Silent league sono quello che nel settore viene chiamato “side project”: una band formata da gente che ha altro da fare, di solito, con altre bands. C’è qualcuno dei Mercury Rev, qualcuno degli Interpol, e altri di gruppi ancora meno noti; e fanno base a Brooklyn. Il loro primo disco aveva un bel titolo – The orchestra sadly has refused – e mescolava prodigi pop beatlesiani a orchestrazioni da camera.
Pink Floyd, Stop
Siamo alla resa dei conti, alla fine di The wall.
Neil Young, Till the morning comes
“Sto solo aspettando che arrivi il mattino, parapapà-papà”. Il pianoforte lo suona Jack Nitzsche, autore tra l’altro della colonna sonora di Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Belle and Sebastian, I don’t want to play football
“Non voglio giocare a calcio. Non capisco le regole del gioco. Non voglio giocare a calcio. Non capisco che gusto ci sia a correre, tirare, parare, prendere ordini da un cretino, grattarsi le palle sudate, prendere botte da gente che non conosco. Tesoro, preferisco altri giochi: le ragazze sanno giocare bene quanto i maschi”. Il tutto in meno di un minuto di canzone.
Counting crows, Walkaways
“Devo correre via, disse”. Appena un minuto e dodici, perfetti, voce e chitarra. “Un giorno o l’altro mi fermo, ma non oggi”.
Cat Stevens, Tea for the tillerman
“Mentre i peccatori peccano, i bambini giocano” è un verso di diplomazia salomonica e gran rispetto per la convivenza.
Yes, White car
Prima di venire assunti negli Yes, Trevor Horn e Geoff Downes erano stati i Buggles, e avevano rovesciato il mondo con “Video killed the radio stars”. Ignote al mondo, esistono alcune altre canzoni dei Buggles: una si chiama “Elstree” e malgrado l’arrangiamento kitschissimo ha una refrain fantastico. Da questa o quella costola di altre cose dei Buggles vennero poi due pezzi registrati dagli Yes in Drama (l’abbozzo delle altre tracce risaliva ancora ai tempi di Jon Anderson): la lunga “Into the lens” e la brevissima “White car”, che faceva da introduzione a “Does it really happen?”.
Simon e Garfunkel, Bookends
“Time it was, and what a time it was…” 
Carla Bruni, La dernière minute
Il bel disco di Carla Bruni del 2003 si chiudeva con una trovata spiritosa e poetica insieme: la richiesta a chi ascolta di “un ultimo minuto”, che dura un minuto esatto, scandita dal ticchettio di un metronomo. «È il metronomo di mio padre. L’idea viene dalla storia di quella contessa parigina a cui durante il Terrore fu chiesto se aveva un ultimo desiderio prima della ghigliottina, e lei rispose “ancora un minuto, signor boia”».
Frankie goes to Hollywood, Bang
È solo il minuto di celestiale cascata di campanelli (roba di tastiere elettroniche) che chiude il sipario di Welcome to the pleasure dome. Fu ripresa dalla chiusa di “Ferry cross the Mersey” e ci fu aggiunta la battuta “Frankie says: no more”.

Discussion

7 comments for “Dammi solo un minuto e mezzo”

  1. Grande luca per questo blog, muxtape è un servizio davvero interessante e la tua playlist lo è altrettanto :)

    Posted by Zobbi | aprile 7, 2008, 13:14
  2. Spetta che segnalo a Daria questa cosa di Carla Bruni, va….;)

    Posted by massimo mantellini | aprile 7, 2008, 14:41
  3. Su Carla Bruni ho un interesse professionale da tempi non sospetti:
    http://www.wittgenstein.it/html/venerdi070303.html
    L.

    Posted by Luca | aprile 7, 2008, 14:43
  4. Molta bella questa playlist di canzoni corte.

    Pero’ credo che in Guide Vocal il secondo verso sia:

    “All you know and all you feel”, non fear.

    \pi

    Posted by Pietro | aprile 11, 2008, 19:40
  5. Hai ragione, ho fatto confusione con il verso successivo “and you kill what you fear”. Grazie, vinci il premi per la prima correzione all’edizione 2008. L.

    Posted by Luca | aprile 11, 2008, 21:34
  6. ciao,volevo chiederti:su muxtape è possibile anche mettere canzoni che ho io sul mio pc o posso solo attingere dal loro archivio?grazie e complimenti per il sito

    Posted by pisqui | giugno 10, 2008, 17:40
  7. Ciao come faccio per iscrivermi? grazie.

    Posted by Sara | giugno 3, 2009, 21:32

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Artisti

  • John Martyn
    (1948, New Malden, Inghilterra - 2009) John Martyn era un barbuto cantautore un po’ inglese e un po’ scozzese sulla sessantina, popolare non ora e non qui, autore di grandi canzoni e innovatore della relazione tra folk, blues e jazz, soprattutto nei Settanta. Ma fino alla sua morte aveva suonato e cantato ancora (con una voce inconfondibile, borbottata) malgrado gli avessero amputato una gamba pochi anni prima.  #