(dal retro di copertina)
Tutta la musica della vostra vita dentro un solo apparecchio: che è anche quello che la suona. Ce l’avessero detto vent’anni fa, ci saremmo risparmiati quelle montagne di cassette (macché: gli avremmo riso in faccia, fieri delle nostre cassette). L’idea di questo libro non ha bisogno di molte spiegazioni. È una guida in un nuovo mondo di canzoni. Anzi, in un vecchio mondo di canzoni, un tempo aperto alle visite a pagamento solo in determinati orari, e con certe sale chiuse al pubblico, e che ora è aperto a tutti, con biglietto ridotto, 24 ore su 24. Sofri racconta la musica di cui è fatta la vita e lo fa in quasi tremila brani, che è un piacere avere accanto a sé. Di ognuno ci dà un particolare, un retroscena, una curiosità, in modo che non siano solo una lettura galleggiante nel nulla. La scelta è molto personale, è ovvio. Come diceva Frank Zappa: “Scrivere di musica è come ballare di architettura”. La musica fa leva su sensazioni personali, umori di un momento, ricordi. Il criterio che vorrebbe riunirle è che siano belle: senza puzza sotto il naso, e sapendo che a volte una bella canzone arriva da dove meno te l’aspetti. Come dicevamo prima che arrivasse Nek: due buone canzoni nella vita le scrivono tutti. Playlist è un manuale di fondamentali, ma anche una lista di suggerimenti e di invito alla condivisione di singole gioie, singole canzoni, magari sfuggite. Alla fine, tutti noi volevamo solo fare il deejay.
Luca Sofri è nato il giorno in cui in America usciva I feel fine dei Beatles. Adesso fa il giornalista, e scrive sul “Foglio”, “Vanity Fair”, “GQ” e “Internazionale”. Nel 2002 ha co-condotto Otto e mezzo in televisione, e dal 2003 ha un programma quotidiano su RadioDue che si chiama Condor. Il suo blog, Wittgenstein, è nato nel 2001. Questo è il sito dedicato al libro Playlist
Ciao
Ho appena acquistato il libro e mi piace molto.
Mi sembra che non ci sia “Per Elisa” cantata da Alice al festival di Sanremo del 1981 e scritta da Battiato.
Elisa in questo caso non rappresenta una donna, ma è un inno contro l’uso di droghe, infatti Elisa rappresenta la dipendenza verso l’eroina, che puoi si può interpretare come qualsiasi forma di dipendenza verso gli stupefacenti, l’alcol, una donna, un comportamento ossessivo-compulsivo ecc., un qualcosa di cui non si può fare a meno.
Credo che valga la pena inserirla nella playlist.
p.s. ti consiglierei di inserire anche i Negramaro
ciao
Visto che soffro di disturbi ossessivi sto cercando tutte le canzoni del libro e le sto mettendo in un file. E’ un lavoraccio, ma penso di finire per il 2011, Per ora sono arrivato a “Lloyd Cole” e per ora mi mancano solo 4 brani! Ho fatto lo stesso lavoro con le 31 songs di Nick Hornby (in una serata) e con il “Lunario della musica” di Carlo Boccadoro (365 album!). Nella nuova edizione di Playlist mancano sempre (secondo i miei gusti) Kraftwerk, Orme, Claudio Lolli, Samuele Bersani, Rino Gaetano, Parto delle Nuvole Pesanti, Banco del Mutuo Soccorso, Cream (anche se c’è Clapton).
V.W.As an avid fan of the Alien(s) story I would like to deeply thank you for including your teams amazing conceptual drawings and storyboards here on your site. They are remarkable. And the creation of the Unrequited Vision’ as a graphic novel adds depth and richness to a story that would have been a truly unique.
Manche schaffen es, andere nicht.
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