Nel racconto che occupa gran parte dell’introduzione di Playlist, che comincia dal magnetofono Castelli e arriva a iTunes e la funzione random, ho dimenticato un passaggio che mi è tornato in mente oggi all’improvviso, ulteriore tappa intermedia di questa evoluzione. Il primo lettore CD che comprai – già avanti, non fui precocissimo in questo acquisto – era un Pioneer con una funzione nuova e per me decisiva: memorizzava la programmazione inserita per ciascun cd. Tu impostavi la sequenza in cui volevi ascoltare le canzoni, e ogni volta che inserivi quel cd nel lettore, lui lo riconosceva e ti offriva quella sequenza. Questo permetteva soprattutto l’applicazione di due opportunità: quella di eliminare le canzoni indesiderate dalla sequenza (Whodunnit da Abacab, per esempio), e quella (aah! sacrilegio!) di sovvertire l’ordine in modo da ascoltare in successione le canzoni lente oppure quelle più agguerrite, in base al mood e alle attività collaterali dell’ascoltatore. In realtà mi stufai presto di impostare la programmazione, e la cosa finì lì. Ma a ripensarci oggi, fu la prima luce di personalizzazione automatica in fondo al tunnel delle sequenza di ascolto imposte.
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